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Arte e Cultura

ANTIQUARIUM

Presso la Sala Consiliare del Municipio è allestita la raccolta del materiale ritrovato negli scavi eseguiti in questi ultimi anni a Castel Raimondo. Si tratta di alcune vetrine contenti il materiale archeologico proveniente dagli scavi eseguiti a partire dal 1985 dall'Istituto di Archeologia dell'Università di Bologna con la collaborazione dell'Università di Udine nell'ambito di una ricerca sugli insediamenti romani d'altura. Fra gli oggetti esposti e databili all'epoca pre-romana (IV sec. a.C.), ci sono elementi in ceramica grezza, oggetti in vetro, monete, fibule in bronzo corredati da pannelli con testi didattici.

CASTEL RAIMONDO

Detto  "Zuc di Scjaramont" è un rilievo, una sorta di promontorio che si stacca dal Monte Prat in direzione est-ovest poco distante dal torrente Arzino. Il castello era situato in una posizione favorevole che permetteva il controllo dei traffici del commercio del ferro e di altri materiali provenienti dalle miniere delle Alpi Friulane e che passavano attraverso l'antico "Troi dal Gjal", I'attuale strada della Val d'Arzino. In base agli scavi recenti i resti visibili si riferiscono ad una torre quadrata (in loc. Plan de la Fontana) datata tra la fine dell'epoca tardorepubblicana e quella augustea (IV sec. a.C.) e forse adibita a torre di segnalazione,mentre in loc. Pustòta sono state messi in luce le strutture edilizie appartenenti ad un quartiere abitativo. L'insediamento del castello vero e proprio, ha avuto diverse fasi di vita sovrapposte che vanno dall'epoca romana fino al sec. XIV.

CASTELLO DI SAN GIOVANNI A FLAGOGNA

Si accede per mezzo di una pista forestale che parte dall'abitato di Flagogna e sale in cima al colle, dal quale si domina la valle del Tagliamento. La sua erezione, come torre di vedetta, sembra essere avvenuta circa nel XIV sec., in sostituzione di Castel Raimondo, crollato dopo il terremoto del 1348, per poi ampliarsi fino a raggiungere I'attuale forma poligonale. E' ancora visibile il perimetro delle mura, il portale d'ingresso e i resti della chiesa dedicata al santo.

CASA DELLA MANUALITÀ "GEIS E RISCJEI"

La Casa della manualità Rurale “Geis e Riscjei”, è ospitata nei locali ora restaurati dell’ex latteria sociale turnaria di Cornino. Oltre a una piccola sezione dedicata doverosamente all’attività casearia che qui si svolse per lunghi anni, la maggior parte degli oggetti esposti sono rastrelli, cesti, attrezzi, gerle, che testimoniano le due attività che ebbero maggiore sviluppo nella zona fino a pochi decenni fa: costruire rastrelli e lavorare il vimine. La lavorazione del vimine, raccolto sulle sponde del Tagliamento e intrecciato per produrre oggetti d’uso quotidiano per la casa, i campi e l’allevamento, è un’antica tradizione di Forgaria. Grazie alla disponibilità di alcuni abitanti del luogo, alcuni dei quali ancora oggi attivi cultori di questi mestieri, che hanno donato gli oggetti esposti, è stato creato un percorso in cui sono descritte le fasi di fabbricazione di un cesto in vimine e di un rastrello. Documenti, oggetti, testimonianze, aneddoti, chiarificano l’esposizione. Nella Casa della manualità Rurale “Geis e Riscjei”, è possibile conoscere storie di uomini e donne di un tempo, conoscere il loro lavoro e l’impegno nel quotidiano anche attraverso oggetti legati all’attività domestica. In una piccola sezione sono esposti utensili legati alla tessitura - aspi, pettini per la cardatura, arcolai – e oggetti relativi alla cucina. Al piano superiore dell’edificio, troveranno spazio strumenti multimediali per integrare la visita con attività didattiche dedicate soprattutto alle scolaresche.